Quali sono le previsioni per il settore aurifero del 2019?

L'oro è da sempre il metallo prezioso più ricercato e venduto sia per ragioni economiche sia per ragioni puramente simboliche. Negli ultimi anni si è trasformato in un asset negoziabile, garantendosi l'appellativo di 'bene rifugio' in quanto tende a conservare il proprio valore anche in periodi difficili dal punto di vista economico.

 

Investire in oro?

L'oro occupa sicuramente un'ottima posizione tra i numerosi asset negoziabili. I maggiori investitori sono tutte quelle persone che lo considerano un bene imprescindibile per qualsiasi strategia di investimento anche se spesso si perde la cognizione razionale della situazione del mercato.

Secondo le ultime statistiche pubblicate da Natixis, le quotazioni dell'oro prevedono un trend positivo e costante per tutto il proseguo del 2019.
Nello specifico si prevede un rialzo del prezzo fino a 1.350 dollari/oncia che coinciderà con il momento di exploit dell'economia statunitense.

Subito dopo, il grafico di previsione prevede una leggera flessione con conseguente abbassamento del prezzo.

Tutto questo ottimismo trova conferma e terreno fertile nel clima di incertezza politica che si sta vivendo attualmente in tutto il mondo. In particolare, il governo americano guidato da Donald Trump, sta affrontando diversi screzi interni ed internazionali ed in particolare con super potenze quali la Cina (con la quale sono in atto dazi commerciali) e la Russia (rapporti diplomatici spesso in bilico o in contrasto). Questo comporta un innalzamento dei livelli di criticità che a sua volta provoca un innalzamento degli asset finanziari che rappresentano un bene di rifugio e tra questi spicca appunto l'oro.

 

Quali fattori influenzano le quotazioni dell'oro?

1) Compra-vendita delle banche centrali: acquisti e vendite effettuate dagli istituti bancari nazionali possono agire positivamente o negativamente sulla fluttuazione del prezzo dell'oro. Un esempio lampante è quello del 2015, quando la Cina dichiarò una quantità d'oro totale inferiore alle previsioni provocando un inevitabile quanto disastroso abbassamento dei prezzi.

 

2) Rapporto Oro-Dollaro statunitense: Il dollaro americano ed il prezzo per ogni oncia sono legati da un rapporto inversamente proporzionale. Infatti, all'aumentare del valore della valuta statunitense, le quotazioni del metallo prezioso scendono automaticamente in quanto il dollaro aumenta il proprio potere d'acquisto. Sempre restando in ambito americano, un altro fattore che influisce sul prezzo dell'oro è il rendimento dei Titoli di Stato, in particolar modo dei buoni del Tesoro a 10 anni che rappresentano il punto di riferimento assoluto del rendimento finanziario.

 

3) Domanda – Offerta: a partire dal 2014, la produzione globale di oro ha segnato nuovamente livelli record con oltre 3.000 tonnellate prodotte rispetto alle 2.400 segnate nel 2008. Il più grande produttore attualmente è la Cina che produce oltre il 15% dell'oro in commercio seguita dalla Russia con il 14% della produzione globale.

La domanda maggiore è effettuata dal settore tecnologico e dell'oreficeria. Il mondo tecnologico ha continuamente bisogno di oro grazie alla possibilità di utilizzare questo metallo prezioso come conduttore di elettricità mentre l'oreficeria rappresenta da sempre la domanda 'classica' di oro, soprattutto nei paesi orientali dove la produzione di gioielli è maggiore.

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