L’Artico scompare: perché siamo così preoccupati per lo scioglimento dei ghiacci

L’Artico scompare: perché siamo così preoccupati per lo scioglimento dei ghiacci

Il ghiaccio marino artico ha raggiunto la sua fase di estensione minima annuale lo scorso 13 settembre, ovvero 4,64 milioni di chilometri quadrati, che è l’ottavo valore più basso da quando è stato avviato il monitoraggio satellitare, nel 1978. I dati diffusi dalla NASA e dal National Snow and Ice Data Center (NSIDC) presso l’Università del Colorado Boulder, istituto che collabora direttamente con l’agenzia aerospaziale americana, non sono dunque i peggiori in assoluto, e ciò è dovuto al fatto che durante le ultime settimane nell’area sono state registrate temperature piuttosto miti, che hanno ridotto il tasso di scioglimento del ghiaccio.

Nonostante la nota positiva, a preoccupare gli scienziati è il trend generale, dato che, rispetto alla media registrata nel ventennio 1981-2010, l’estensione minima del ghiaccio nel 2017 è inferiore di ben 1,58 milioni di chilometri quadrati. Gli anni peggiori sono stati il 2007, il 2012 e il 2016, che a causa di martellanti tempeste – capaci di sgretolare il ghiaccio e incentivarne la fusione ad opera dei raggi solari – hanno fatto registrare i record negativi assoluti.

Questo strato di ghiaccio marino viene considerato dai ricercatori il “condizionatore” del nostro pianeta, poiché l’enorme massa bianca riesce a riflettere i raggi solari e di conseguenza a raffreddare la temperatura globale della Terra. Un restringimento del ghiaccio artico, di conseguenza, non può che incrementare il riscaldamento globale, con tutto ciò che ne consegue. Rischi di inondazioni catastrofiche, alluvioni e altri fenomeni atmosferici devastanti, come gli uragani che in queste settimane stanno seminando morte e distruzione tra isole caraibiche e Stati Uniti d’America, sono solo alcuni esempi.

Per quanto concerne il ghiaccio antartico, in questi giorni sta raggiungendo la sua fase di massima annuale, che si verifica tipicamente tra settembre e ottobre. Al momento i dati registrati dalla NASA suggeriscono che il valore sarà paragonabile a quello del 2016. Negli ultimissimi anni il ghiaccio antartico ha registrato un breve calo, ma a differenza di quello artico ha un trend in positivo, dunque è in crescita nel corso degli ultimi 30 anni. Gli scienziati non sono ancora sicuri che quella registrata di recente sia un’inversione del processo a lungo termine, sarà dunque necessario registrare nuovi dati nei prossimi anni per avere un quadro più preciso.

[Credit: NASA]

Fonte: L’Artico scompare: perché siamo così preoccupati per lo scioglimento dei ghiacci

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