Tutto quello che c’è da sapere sui Camini a bioetanolo

Come funziona il Camino a bioetanolo

Negli ultimi anni nel settore del riscaldamento domestico sono state valutate nuove soluzioni per sfruttare combustibili che permettono di riscaldare e ottimizzare le spese. Tra questi il bioetanolo è certamente uno dei migliori soprattutto in ragione del fatto di essere biologico. Come qualsiasi altra novità anche il camino a bioetanolo è oggetto di diffidenza soprattutto per quanto riguarda la capacità di scaldare effettivamente l'ambiente. Prima di entrare nel merito della questione è però opportuno capire di cosa si tratta e come funziona. Innanzitutto, questo prodotto viene preso in considerazione perché ha indubbi vantaggi rispetto ad una tradizionale camino a legna e in particolare non richiede l'obbligatorietà di installare una canna fumaria. Dal punto di vista estetico è molto gradevole ed inoltre ha un ingombro davvero minimo. Dispone di una protezione in vetro all'interno del quale c'è un contenitore con il liquido combustibile. In pratica si carica il bioetanolo in un serbatoio e si sfrutta la sua tendenza ad evaporare in quanto è a base alcolica. Il liquido brucia per favorire la comparsa della fiamma che si vede all'interno del caminetto e che di fatto simula un camino più tradizionale. Il primo dato che emerge da questo sistema è la possibilità di avere un riscaldamento immediato peraltro ottenuto con un principio di funzionamento semplice.

Quanto scalda un caminetto in bioetanolo

Un camino in bioetanolo permette di disporre un vero elemento di design in casa grazie al quale si può riscaldare l'ambiente peraltro senza particolari interventi di manutenzione o di pulizia. Il funzionamento è piuttosto semplice per cui non resta che valutare la sua capacità di riscaldare gli ambienti. In media un camino a bioetanolo scalda con una capacità medio-alta perché si riesce a diffondere il calore in maniera omogenea e abbastanza rapidamente, soprattutto se inserito in un ambiente non troppo grande in termini di estensione superficiale. Un vantaggio sotto questo punto di vista è rappresentato dalla mancanza della canna fumaria il che garantisce una minore dispersione termica. La potenza calorifica è calcolabile in circa 4 kW all'ora per cui si riesce a gestire correttamente l'esigenza di riscaldare una superficie di circa 50 metri quadrati. Per quanto riguarda i consumi, in media con un litro di bioetanolo si riesce a tenere acceso il camino dalle 4 alle 7 ore. Tenendo conto che il prezzo medio di vendita è di 3,50 euro al litro, le spese da sostenere sono indubbiamente interessanti.

I principali vantaggi del caminetto a bioetanolo

Abbiamo già evidenziato in precedenza alcuni dei principali vantaggi del caminetto a bioetanolo come ad esempio l'impatto estetico e la pulizia praticamente minima perché non c'è la canna fumaria e soprattutto non si forma la cenere e la fuliggine. C'è un ottimo rapporto qualità-prezzo anche perché non bisogna rivolgersi a ditte specializzate per effettuare interventi necessari per la realizzazione di opere murarie che permettano di avere un corretto tiraggio e quant'altro. La diffusione del calore avviene in maniera omogenea in tutto lo spazio per cui si riesce a creare quel comfort cercato peraltro con un caminetto che davvero è poco ingombrante. Altro aspetto che depone a vantaggio dei caminetti a bioetanolo è che la classica tanica di questo combustibile può essere acquistata in un qualsiasi supermercato. In ultimo, ma non per importanza, c'è anche l'aspetto dell'ecosostenibilità perché il bioetanolo è un prodotto naturale che rispetta l'ambiente non emettendo gas tossici che peraltro potrebbero anche rappresentare un rischio per la salute delle persone. Ci sono però anche questioni di cui tener conto come ad esempio la necessità di prevedere una presa d'aria perché il camino a bioetanolo prevede l'emissione di anidride carbonica e vapore.