La nuova vita degli oggetti che non ti servono più! La storia di Mercatopoli

La nuova vita degli oggetti che non ti servono più! La storia di Mercatopoli

Il mondo di Mercatopoli mi ha sempre affascinato, complice anche aver avuto spesso un Cicerone d’eccezione: Alessandro Giuliani. Ricordo sempre con piacere quando nel 2012 durante Fa’ la cosa giusta Alessandro mi introdusse, passeggiando in una bellissima area espositiva, nel mondo della seconda vita degli oggetti e dei come nacquero i negozi dell’usato di Mercatopoli e Bazar.

Mi raccontò tante cose tra le quali un aneddoto legato alle sue figlie e al fatto che potessero prendere dei nuovi giochi a patto di portare al negozio dell’usato alcuni giocattoli con cui oramai non giocavano più – cosa che le figlie avevano fatto di buon gusto – scegliendone lì altri.

Lo ammetto, “ho copiato” questa buona partica con mio figlio al quale spiego che lo spazio non è infinito e lui è ben contento di sapere che i suoi giocattoli andranno ad altri bambini (più piccoli! Specifica lui).

Nell’anno in cui la Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti ha come obiettivo di incrementare le best practice rivolte a dare una seconda vita agli oggetti voglio dare anche io il mio piccolo contributo raccontando il dietro le quinte di chi questo lo fa tutti i giorni.

Ecco la storia di Mercatopoli e di Baby Bazar, attraverso le parole di Alessandro Giuliani, fondatore della Leotron.

Alessandro, innanzitutto partiamo da una notizia che forse non molti conoscono: Mercatopoli e Baby Bazar nascono da un software. Poi raccontarci qualcosa di più?

In effetti è così. Attorno al 2000 la mia azienda rilasciò un software per uno specifico settore: la vendita di oggetti per conto di terzi. Nato in Francia negli anni ’80, questo tipo di attività era stato “importato” in Italia qualche anno prima e iniziava in quel periodo il suo trend di crescita. Ci rendemmo subito conto che il software, da solo, non era sufficiente a promuovere questo tipo di attività e quindi a far guadagnare gli imprenditori. Serviva una strategia ben definita, un sistema preciso e un supporto marketing adeguato. Da lì nacque l’idea di creare un brand che raggruppasse i negozi che volevano condividere la nostra visione e il nostro modo di approcciare questo mercato. In questi anni abbiamo lavorato molto sul sistema, sulla “percezione” e sulla trasparenza. Crediamo fermamente che la trasparenza sia imprescindibile per un cliente che si approccia ad un negozio nostro affiliato che deve poter controllare come opera il negozio, ricevere le notifiche automatiche quando viene venduto un oggetto, e quindi sapere quando è possibile riscuotere il proprio compenso, etc.

Mercatopoli è una linea di negozi dell’usato generalisti dal quale è nato come “spin off” con la linea di negozi “Baby Bazar”. Come mai?

Con Mercatopoli ci stiamo smarcando dal concetto di “mercatino dell’usato” e stiamo differenziando i negozi affiliati, rispetto alla concorrenza, in termini di pulizia, ordine, trasparenza, organizzazione e servizio: in pratica andiamo verso un concetto di “negozio”.  Le parole “mercatino” e “usato” sono spesso parecchio penalizzanti in quanto, dal punto di vista percettivo, hanno un’accezione negativa che stigmatizza tutto questo settore. Non dimentichiamoci che il “consumismo” era, per molti, la parola d’ordine e quindi l’usato, soprattutto da parte del ceto medio, è ancora oggi associato al concetto di povertà. Questa percezione negativa si evidenzia, in particolar modo, per il mondo dei prodotti destinati all’infanzia. Quando nacque Baby Bazar avevamo proprio l’obiettivo di creare un vero e proprio negozio e di specializzarlo. Sulla “percezione” abbiamo avuto alcune intuizioni che poi abbiamo studiato e approfondito e che ci confermano, giorno dopo giorno, di aver fatto la scelta giusta.

Come avviene la selezione dei prodotti? Quali consigli si possono dare a chi vuol vendere con Mercatopoli / Baby Bazar?

La selezione dei prodotti si basa sul concetto di vendibilità: selezioniamo tutti quegli oggetti che hanno una buona probabilità di essere venduti. Il sistema, basandosi su una provvigione per il negozio calcolata sul prezzo di vendita, è concepito per avvantaggiare in egual misura sia i clienti che portano in vendita gli oggetti sia chi li vende. È quindi ovvio che maggiore sarà il prezzo di vendita, maggiore sarà il rimborso per il cliente e di conseguenza il guadagno per il negozio. È l’esperienza del personale impiegato nella vendita a fare la differenza perché, come esperti del settore, sanno ciò che si riesce a vendere e a fissare il prezzo corretto.

Il primo consiglio che mi permetto di dare a chi vuole vendere è quello di visitare il negozio prima di portare i propri oggetti, per valutare la tipologia di merce esposta, i prezzi di vendita e il giro di clientela che ha. Ovviamente le cose portate devono essere perfettamente pulite e senza difetti. Il secondo consiglio, dopo aver portato oggetti in vendita, è quello di registrarsi nell’area riservata (“Area My”) ed attivare gli avvisi in modo da poter monitorare le vendite dei propri oggetti.

Come vengono organizzati i prodotti in un negozio? Vi sono delle linee guida?

I negozi vengono organizzati in reparti e il punto vendita è sempre affiancato dai nostri esperti nello studio del layout al fine di valorizzare al meglio l’esposizione dei prodotti. Prima dell’esposizione al pubblico ogni oggetto viene categorizzato, etichettato e fotografato. I reparti seguono quindi una disposizione in base alla categoria del prodotto. Una volta caricato a sistema, l’oggetto viene pubblicato nello shop online (lo fa il software in automatico): oltre all’acquisto in negozio, molti articoli si possono infatti acquistare direttamente online, con spedizione in tutta Italia.

Ho notato un aumento, negli ultimi anni, dei negozi dell’usato, almeno a Roma, la città nella quale vivo. Come spiega questo “boom”? Ragioni economiche o c’è altro?

Le ragioni sono molte e il trend è in accelerazione anche in questo periodo di compressione economica. Le persone sono più consapevoli e più informate e oggi valutano anche l’acquisto di oggetti di seconda mano, cosa che prima facevano di rado. Noto una marcata evoluzione della mentalità delle persone che equipara oggi il mercato dell’usato a quello del nuovo, come avviene da decenni nei paesi nord-europei.

Stiamo passando da una cultura “del possesso” ad una “dell’utilizzo” che, tra l’altro, è la base della sharing economy. Il riutilizzo di oggetti, anche attraverso i nostri negozi, è la massima espressione di economia circolare. Le ragioni sono quindi: moda, necessità di liberare le nostre case da oggetti inutilizzati senza produrre rifiuti, consapevolezza che un oggetto usato può essere utile quanto uno nuovo spendendo meno.

La Settimana Europea per la riduzione dei rifiuti ogni anno definisce un tema. Quello del 2017 è “dare una seconda vita agli oggetti” cosa è perfettamente in linea con la mission di Mercatopoli. Sapete di esercitare un “lavoro verde”?

Siamo ben consapevoli che i negozi Mercatopoli e Baby Bazar aiutano a ridurre l’impatto ambientale dei nostri consumi e portiamo avanti da sempre la tematica della eco-sostenibilità, avendo avviato anche una serie di studi LCA per determinare il risparmio ambientale generato dai prodotti di seconda mano che transitano nei negozi affiliati. Una delle ultime iniziative concrete che abbiamo proposto per preservare le risorse ambientali, è stata quella di dematerializzare tutti i documenti e mettere tutto online: oggi un cliente Mercatopoli sottoscrive il contratto e le varie liste su una tavoletta grafometrica e trova tutto online, nella sua area riservata.

A proposito del mondo “on line” che feedback avete dagli utenti informatici? Gli utenti usano il vostro sito come un catalogo per poi recarsi direttamente nei negozi o acquistano anche attraverso il portale?

Alessandro Giuliani, fondatore di Leotron, in un negozio Mercatopoli

Per garantire la massima sicurezza dei negozi affiliati, ogni prodotto caricato è tracciato, il che vuol dire che possiamo sempre risalire a chi lo ha portato e quando lo ha fatto. Per quanto riguarda il comparto “online” stiamo revisionando lo shop online e, per questa fase, siamo partiti da Mercatopoli. Abbiamo profilato tre tipologie di acquirenti: la più innovativa che è quella che cerca l’acquisto online e richiede la spedizione a casa, l’acquirente locale che tiene d’occhio gli arrivi nella sua zona e l’acquirente del negozio, che controlla la disponibilità di oggetti in un singolo negozio. Lo shop di Mercatopoli è quindi stato studiato per soddisfare tutte queste tipologie di clienti. La maggior parte “prenota online” e ritira in negozio ma è in crescita esponenziale anche il numero delle persone che acquistano direttamente online, soprattutto oggetti da collezione, capi firmati o oggetti particolari. Questa nuova impostazione dello shop online verrà presto resa disponibile anche per i negozi Baby Bazar.

 E i social network? Che profili avete e come li alimentate?

Anche i social network sono una grande risorsa per i nostri affiliati. La nostra organizzazione ha una pagina nazionale, gestita direttamente dal nostro team marketing, alimentata con notizie per la sensibilizzazione al riuso e al riciclo creativo, con le testimonianze dei clienti e con qualche contenuto ludico di intrattenimento. Ogni negozio ha inoltre una sua pagina, dove normalmente pubblica le foto dei nuovi arrivi, le richieste di articoli e i contenuti del blog. La pagina locale viene gestita in autonomia dal negozio, con il supporto del team marketing nazionale.

Google+

Fonte: La nuova vita degli oggetti che non ti servono più! La storia di Mercatopoli

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi