Strumenti per l’analisi del latte crudo

Non è una sorpresa il fatto che la citometria a flusso abbia suscitato interesse tra i laboratori

che si occupano di analisi del latte, e che la preferiscono come metodo rapido per calcolare il numero di batteri presenti nel latte crudo in particolar modo. Ciò avviene perché le normative di settore sono sempre più restrittive in tutti i paesi, i cui governi sono sempre più esigenti in termini di qualità e sicurezza alimentare per tutelare la salute dei consumatori.

La citometria a flusso è diventata dunque lo standard industriale per

il conteggio dei batteri nel latte crudo in molti paesi del mondo. In particolar modo l'uso della citometria a flusso in strumenti compatti è diventato irrinunciabile per la sua

precisione e facilità di utilizzo nel settore lattiero-caseario, così da poter sempre verificare la qualità igienica del latte crudo in qualsiasi fase della produzione. Ciò ha segnato l'inizio di un nuovo capitolo nella battaglia contro i batteri nel latte crudo, e gli strumenti commercializzati dalla Bentley Instruments ne sono l’esempio più lampante.

BactoCount IBC ad esempio, è uno strumento di nuova generazione, completamente automatizzato, che sfrutta proprio la citometria a flusso per effettuare il conteggio dei batteri nel latte crudo. Questo particolare macchinario è in grado di fornire risultati accurati nell’arco di pochi minuti, analizzando fino a 150 campioni l’ora, consentendo agli operatori del settore di poter disporre di analisi affidabili e precise in brevissimo tempo. Anche BactoCount IBCm è un contatore di batteri che sfrutta la citometria a flusso per ottenere informazioni dettagliate su quella che è la contaminazione del latte crudo. La sua capacità di determinare rapidamente la carica batterica e le cellule somatiche presenti nel latte crudo rendono questo strumento una soluzione indispensabile per qualsiasi tipo di operatore del settore lattiero caseario.

Tra gli strumenti Bentley Instruments che sfruttano la citometria a flusso per l’analisi del latte crudo, vi è anche SomaCount FC. Questo dispositivo fu uno dei primi ad essere sviluppato nel lontano 1991, e sempre migliorato nel corso degli anni sino a raggiungere le punte di eccellenza dei nostri giorni. Qui il campione di latte viene innanzitutto trattato mediante una soluzione tampone proprietaria la quale macchia le cellule somatiche del latte conferendo una colorazione fluorescente che consente di rilevarle. Tale soluzione viene in seguito immessa nel citometro a flusso, laddove la messa a fuoco idrodinamica fa si che le cellule somatiche macchiate possano incrociare un fascio laser, il quale va a provocare l’irradiazione di luce fluorescente, che viene raccolta e rilevata. L’analisi degli impulsi elettronici  consente di determinare in maniera accurata il numero di cellule somatiche presenti nel latte.

Parliamo dunque di strumenti all’avanguardia in grado di rendere più preciso e meticoloso il lavoro di ogni operatore del settore lattiero caseario, che consentono di analizzare praticamente in tempo reale la qualità del latte prodotto e di apportare eventuali correzioni nel caso in cui venissero riscontrate delle anomalie, evitando così ogni tipo di spreco e riuscendo dunque ad ottimizzare la produzione.

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