Cannabis light la nuova direttiva per i negozi

La cannabis light è spesso protagonista di forti discussioni. Il Viminale ha recentemente regolamentato la sua vendita, anche se Salvini avrebbe preferito la chiusura dei negozi che ancora non è avvenuto.

Cannabis light

La nuova  direttiva, ecco cosa cambia

Questo nuovo testo regolamenta la “commercializzazione di canapa e normativa sugli stupefacenti”, provvedimento firmato del capo di Gabinetto del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. I destinatari sono tutti i prefetti d’Italia, con lo scopo di regolamentare maggiormente la zona grigia della vendita della canapa light.

Come abbiamo detto, si tratta sempre di un argomento molto discusso, basti pensare alla forte polemica nata dalla chiusura di 3 negozi di canapa light nelle Marche, ma soprattutto a seguito dell’annullamento del Festival della Canapa che si sarebbe dovuto tenere a Torino negli scorsi mesi.

Maggiori controlli sul territorio

Nella direttiva sono presenti moltissimi requisiti, per stabilire se questi negozi siano regolari o meno.

  • Controlli serrati e molto precisi sul rispetto delle normativa sul possesso delle certificazioni su igiene, agibilità, impiantistica, urbanistica e sicurezza, obbligo di legge per moltissimi esercizi commerciali
  • Vigilare in modo particolare sulla vendita di prodotti illegali, come derivati e infiorescenze della canapa, definiti proprio come una cattiva interpretazione della norma che porta a pubblicizzare “come consentita dalla legge n. 242/2016”
  • Proibizione della coltivazione in modo industriale, in particolar modo delle infiorenze perché potrebbero essere utilizzate a scopo ludico come sostanza psicotropa e stupefacente.
  • Ciò che risulta dalle ispezioni, dovrà essere comunicato al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza. Questo ente dovrà inoltre valutare che non ci siano in atto comportamenti scorretti da parte del venditore, soprattutto nei confronti delle illegalità commesse verso gli adolescenti. Questi ultimi sono considerati come persone maggiormente a rischio.

Altre valutazioni e provvedimenti

Entro il 30 giugno, si dovrà stendere un report specifico, dove si metteranno in evidenza i risultati ed i dati emersi da queste ispezioni, le eventuali sanzioni o provvedimenti presi

Inoltre, come per le sale gioco dove si può giocare d’azzardo, anche i negozi di cannabis light ora avranno degli obblighi di posizionamento. Questi negozi non potranno essere aperti a meno di 500 metri vicino a scuole, ospedali, parchi giochi, centri sportivi e qualsiasi altro luogo di aggregazione giovanile. Il ministro avrebbe preferito eliminare questi esercizi dove si vende la cannabis light, mentre sono stati previsti degli obblighi di controllo decisamente molto stringenti, oltre che uno studio approfondito del fenomeno che si è avviato con la loro apertura, offrendo una “puntuale ricognizione di tutti gli esercizi e le rivendite presenti sul territorio”.

 

 

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